In bici sui 7 colli di Bolzano: Sette salite per testare gambe e fiato

In bici sui 7 colli di Bolzano: Sette salite per testare gambe e fiato

Pubblicato il 4 giugno 2014 - scritto da

Cornaiano: Tanto per pedalare…
Distanza: 3 km
Dislivello: 172 m
Pendenza media: 5%
Pendenza massima: 13%
Pericolosità traffico: lieve
Si parte dal ponte di ferro della ciclabile o da ponte Adige (che poi sono entrambi ponti e sono sull’Adige) e si segue la strada verso Cornaiano.

Non abbiate paura, questa la fanno anche i bambini, è una semplice salita di allenamento. Si spinge un po’ all’inizio e a metà tragitto mentre Messner vi guarda dal suo bel castello, per il resto non dovreste avere problemi e alcuni tratti sono praticamente pianeggianti.

Ad un certo punto vi verrà la tentazione di fregare qualche grappolo d’uva dai campi, ma non fatelo perchè rischiate di farvi mozzare le mani. Il massimo che potrete ottenere è il buon odore della lavorazione del vino mentre passate davanti alle cantine di Colterenzio. Ovviamente solo nel periodo pre-autunnale…

Renon: Cominciamo a fare un buon dislivello

Distanza: 16,6 km
Dislivello: 950 m
Pendenza media: 7%
Pendenza massima: 15%
Pericolosità traffico: alta

Si parte da Rencio e si percorre la strada statale diretti a Soprabolzano. Se non abitate a Rencio ovviamente dovete prima arrivarci, ma contiamo sulla vostra prodezza interpretativa.

La strada è abbastanza lunga, ma i tornanti e i lunghi tratti di pendenza medio-bassa semplificano il tragitto. I motociclisti e gli automobilisti imprecheranno contro di voi, ma se evitate di stare in mezzo gli togliete un po’ di ragione.

Poco prima della zona artigianale di Collalbo troverete il bivio per Soprabolzano, quindi girate a sinistra e percorrete la strada in mezzo al bosco passando accanto al laghetto di Costalovara. Il peggio ormai è passato e fino alla meta è una passeggiata. All’arrivo troverete orde di turisti con cui fare slalom, non siete contenti?

Nulla vi vieta di proseguire al bivio e andare verso Collalbo e poi verso il Corno del Renon, è solo che a noi piace così.

Prestare particolare attenzione alla prima parte del percorso che è sempre molto trafficata.

Predonico: Sembra facile…
Distanza: 12,5 km
Dislivello: 655 m
Pendenza media: 7%
Pendenza massima: 17%
Pericolosità traffico: lieve
Partiamo dalla rotonda di Appiano. No, non esiste un teletrasporto per arrivarci e dovrete farvi la ciclabile fin qui!

Entrate nel paese di San Michele e raggiungete il centro seguendo le indicazioni per Predonico. Ve lo dico perchè non sarà semplicissimo dato che il paese è una sorta di labirinto di sensi unici e ZTL. Ma a voi cosa frega, siete in bici!

Passato il parcheggio principale del paese comincerete a salire per una strada abbastanza stretta. Troverete anche un cartello che indica “JUMP”, ma non abbiate paura, nessun salto mortale da fare in bici.

Ora proseguendo per la strada cercate di mantenervi a lato per evitare di trovare il solito automobilista della domenica che vi tampina con il terrore di superarvi. La strada prosegue in mezzo alle coltivazioni per poi entrare nel bosco fino ad un laghetto artificiale dove avrete pochi minuti per riposare le gambe prima di un’altra bella tirata per arrivare a Predonico.

Se volete arrivare alla zona Residenziale del paese dovrete fare un altro chilometro circa di strada, ma non nessuno ve lo fa fare e potrebbe essere evitabile soprattutto perchè la discesa che troverete ora sarà da fare in salita al ritorno (magie della fisica!)
Potete anche fare una siesta al Gasthof Lipp appena dopo Predonico dove potrete mangiare un piatto tipico e godere di un’ottima vista su Bolzano e la valle dell’Adige.

Ma noi vi diciamo: NON fermatevi!! Se volete arrivare alla fine della strada siete appena oltre metà… Riprendete la bici e procedete lungo la discesa che vi condurrà in una fitta boscaglia, dopodichè vi aspettano due salite da crepacuore (c’è chi dice tocchino il 18% e oltre ma sono leggende..). Capirete di aver raggiunto la meta quando supererete la boscaglia, lasciandovi alle spalle la peggiore delle salite di oggi. Un laghetto a pochi chilometri di sterrato vi darà un pò di sollievo prima di tornare a casa.

San Genesio: Dai tunnel alle mucche

Distanza: 6,9 km
Dislivello: 760 m
Pendenza media: 7%
Pendenza massima: 25%
Pericolosità traffico: medio-alta

Partenza dalla stazione a valle della funivia di San Genesio e su lungo la strada che sale in direzione del paese.

Si parte bruscamente lungo via Miramonti, lungo la quale non c’è nulla da “mirare” a parte i due pendii del canyon in cui state entrando e la cascata in fondo, e si prosegue per la lunga galleria in curva dove bisogna stare parecchio attenti.

Poi la salita è abbastanza livellata e il panorama è splendido. Piccola parentesi: circa un chilometro più avanti sulla destra c’è una casa con un giardino proprio all’altezza della vostra testa. In quel giardino c’è un cane parecchio incazzoso, quindi se volete evitare un infarto segnatevi l’informazione…

Troverete un altro paio di gallerie brevi lungo la strada, ma nulla di che. Va prestata comunque molta attenzione a macchine e moto perché la strada è ben frequentata e come ciclisti starete sulle scatole a tutti gli altri. Arrivati in cima troverete quasi sicuramente qualche mucca o cavallo e le vostre narici si riempirano di natura (o letame, comunque lo si voglia chiamare).

Ora se non avete voglia di rifarvela in giù potete sempre prendere la funivia.

Seit: Perdersi tra i boschi

Distanza: 11,1km
Dislivello: 1120 m
Pendenza media: 8,5%
Pendenza massima: 19,7%
Pericolosità traffico: quasi assente

Dalla zona produttiva di Vurza, presso San Giacomo, si arriva alla rotonda e si prende la strada in direzione “La Costa – Seit” cominciando a salire tra gli alberi lungo una carreggiata di media larghezza.

Probabilmente i più mattacchioni staranno pensando “Ma seit non era una preposizione?”, ebbene si lo è anche, ma non è questo il caso…

Non passano molte auto per di qua, quindi dovreste viaggiare abbastanza tranquilli. Il tragitto prosegue sempre in salita e sempre in mezzo al bosco. Combattendo la solitudine dovreste riuscire ad arrivare facilmente fino al Gasthof Rechtebner, con una bella vista sulla valle.

Se pensavate di aver finito sbagliavate perchè vi aspettano altri 6 km e mezzo di bosco e qui il livello medio di pendenza aumenta un po’. Le macchine saranno sempre meno (e se prima erano 2 potete immaginare ora) e si andrà avanti tranquilli. Alla fine del percorso se sarete stanchi e affamati potrete rifocillarvi al Gasthof Schneiderwiesen e sdraiarvi comodamente sul grande prato davanti all’albergo.

Colle: Per farsi del male vicino a casa

Distanza: 8,4 km
Dislivello: 842 m
Pendenza media: 11%
Pendenza massima: 18%
Pericolosità traffico: quasi assente

Si parte dal parcheggio della funivia del Colle seguendo la strada accanto alla stazione a valle. Parte subito secca, ma non vale la pena disperare già ora… e sottolineo già.

La strada prosegue per metà tracciato quasi sempre aperta tra i terreni coltivati e con la possibilità di gustarsi il panorama, ma soprattutto di chiedersi “Chi me l’ha fatto fare?”.

Nel giro di poco tempo vedrete la città di Bolzano farsi sempre più piccola sotto di voi e avrete l’impressione di librarvi nell’aria… ehi, non mollate quel manubrio!

La seconda parte del tracciato è immersa nel bosco ed è meno intensa, ma farete i conti con sciami di mosche che vi daranno filo da torcere. Quando si dice: essere in simbiosi con la natura!

Con un allenamento di base in circa un’oretta sarete in cima.

Consigli: meglio fare questo giro la mattina presto o in una giornata nuvolosa perché altrimenti si è sempre esposti al sole… e non vogliamo farci ancora più male, giusto?

Sarentino: Quando il gioco si fa duro…

Distanza: 16,4 km
Dislivello: 1092 m
Pendenza media: 7%
Pendenza massima: 33%
Pericolosità traffico: molto elevata

La strada per Sarentino è pericolosa da fare in macchina, figuriamoci in bicicletta!

Probabilmente suggerirla è pure illegale…

Ma facciamo finta di niente, siamo duri e temerari! Inerpichiamoci lungo il canyon dove scorre il torrente Talvera partendo dalla fine di via Cadorna e passiamo sotto il Castel Roncolo.

La salita ha alcuni strappi resi più duri dalle gallerie lungo la strada. Questo è il pericolo maggiore!

I tunnel sono brevi, ma alcuni sono privi di illuminazione e hanno strette curve agli ingressi e alle uscite (che sono relativamente la stessa cosa). Va prestata molta attenzione. Insomma state attenti. Davvero, non stiamo scherzando, portatevi un frontalino o una lanterna!!

Per la prima metà del percorso non soffrirete tanto né la salita né la temperatura, ma suderete comunque parecchio.

Le gallerie sono una decina e ve le dovrete fare quasi tutte (a meno che non abbiate le ali), ma la più lunga è oltrepassabile percorrendo la vecchia strada: in questo modo vi risparmierete quasi un chilometro di tunnel.

Finita la prima parte vi aspetta una bella pedalata nella valle tra prati, monti, mucche e cavalli fino al paese di Sarentino.
Se a questo punto non sarete ancora stanchi (hehehe), potrete sempre proseguire fino a Passo Pennes. Sono altri 30 km, ma la salita è molto più leggera e costante e se avete dietro gli sci potrete sempre attaccarli alle ruote per scendere. A voi la scelta!