A Bolzano nasce un nuovo ed innovativo spazio artistico

A Bolzano nasce un nuovo ed innovativo spazio artistico

A volte può essere complicato comprendere l’arte. Un’artista aveva attaccato delle mutande ad uno stenditoio e questa scultura era stata esposta in un museo. Mia nonna faceva la stessa cosa e la esponeva fuori dalla finestra. Non le hanno mai offerto denaro per comprarla però.

A Bolzano certo gli spazi artistici non mancano, vi sono diversi locali dove poter esporre i propri quadri, le proprie fotografie, le proprie sculture. Allo stesso modo sono anche diverse le iniziative artistiche a favore dei più giovani. Quello che vi presentiamo è invece un progetto particolare, uno spazio artistico concepito in modo diverso.

In piazza Vittoria sta infatti nascendo una nuova galleria artistica nata dalla mente del giovane artista bolzanino Luca Bresadola. In realtà il locale si trova in quel passaggio che va dal bivio tra via San Quirino e viale Venezia (accanto al Bar Rouge et Noir) alle passeggiate del Talvera. Lì una volta c’era un negozio macrobiotico per chi se lo ricordasse.

Il 16 dicembre alle 18.30 verrà inaugurata la EmberFly Gallery che rappresenterà un’opportunità sia per i numerosi artisti che volessero esporre le proprie opere, sia per chi volesse utilizzare lo spazio come laboratorio artistico o come sala riunioni (o per proiezioni o altro). Abbiamo intervistato Luca per capirne un po’ di più.

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Questo è il locale che ospiterà la galleria. Alcune pareti possono essere riposizionate a seconda delle esigenze.

L’idea come è nata?

A Bolzano c’è un grande fermento artistico. Penso anche solo all’università che negli anni si è evoluta creando diversi indirizzi in qualche modo “artistici”. Il problema è che quando si è studenti si è abbastanza coccolati, ma appena si finiscono gli studi è più difficile trovare le possibilità per creare i propri lavori e mostrarli.

Però ci sono già diverse gallerie a Bolzano, come mai aprirne una nuova?

Ci sono, ma sono tutte basate su un modello che punta al mercato. Il gallerista in quei casi cerca ciò che richiede il mercato e quindi domanda all’artista un certo tipo di opere. Nel mio caso è invece l’artista che deve credere fermamente nel suo lavoro.

L’innovazione quale sarebbe in pratica?

Sta proprio in un diverso approccio alla vendita. Il gallerista di solito chiede una percentuale. Questo ovviamente funziona, però perchè non provare qualcosa di nuovo? Io non prenderò alcuna commissione. L’artista affitterà uno spazio, ma l’intero guadagno che riceverà dalla vendita delle opere sarà suo. E’ un discorso più armonioso a mio parere.

Quanto costerà esporre?

Per una settimana 70 euro ogni 1,5 metri di spazio occupato. Praticamente 10 euro al giorno.

E chi potrebbe essere interessato ad esporre secondo te?

Credo qualunque tipo di artista, ma come ho anticipato penso anche e soprattutto agli universitari. Questo spazio vorrebbe essere anche un collegamento tra l’ambiente universitario e ciò che viene dopo. Alla fine l’idea è di creare una rete fra gli artisti così come succede in altre realtà.

Potrà esporre chiunque?

Si e no. Tutti potranno proporsi per esporre, ma è ovvio che ci sarà una selezione. È essenziale offrire anche un servizio qualitativo. Inoltre tra i lavori esposti dovrà necessariamente esserci un fil rouge, uno stile o un tema comune.

 

Quindi appuntamento alle ore 18.30 di venerdì 16 dicembre per sapere qualcosa di più. Ci saranno proiezioni dal vivo e un buonissimo buffet completamente fatto in casa.

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