Karen Putzer a BzUp: ho ancora voglia di divertirmi

Karen Putzer a BzUp: ho ancora voglia di divertirmi

Tra le grandi, grandissime, stelle che questa terra ci ha regalato (e di tanto in tanto ripropone), nel caldissimo centro di Bolzano incontriamo la nostra Karen Putzer. Sorseggiando un tè ci racconta con coinvolgente tranquillità da dove tutto è cominciato: da Nova Levante alle olimpiadi. “Tra queste montagne ho iniziato, fin da bambina, a divertirmi sciando, prima con il mio papà (che è maestro di sci) e poi gareggiando.

Passava il tempo e vincevo spesso, quasi sempre e così ho continuato, ma sempre divertendomi, anche quando in piena carriera agonistica le gare erano diventate la mia vita. Non c’erano team manager o speciali allenatori ne particolare stress, e questa è stata una salvezza che le atlete di oggi non hanno più, purtroppo. L’agonismo è qualcosa che ti cresce dentro, quando fai sport è normale, ma va tenuto sotto controllo, specie nei giovanissimi. Non si possono vedere atleti professionisti già in tenera età, c’è un tempo per tutto”.

La carriera di Karen Putzer è stata ricca di successi (in tutte le discipline dello sci alpino..), ma non è certo una a cui è stato regalato qualcosa di più da madre natura, solo l’allenamento e la passione le hanno dato modo di vincere (tra gli altri) quattro ori mondiali junior, otto successi in coppa del mondo, due coppe Europa e naturalmente quel fantastico bronzo olimpico a Salt Lake nel 2002.

Purtroppo poi, come sappiamo, quella maledetta anca ne ha rallentato ulteriori successi, ma in fondo Karen, come ci fa notare con un sorrisetto furbo, non si è mai ritirata ufficialmente (anche se qualcuno ha provato a farglielo fare.. sottolinea) e quindi chissà!

Non è certo tempo di smettere, ed infatti la vediamo pronta a nuove sfide, senza dimenticare il suo amore per lo sport e la montagna.

Dall’ultimo capolavoro nel 2007, quando di rientro dall’infortunio andò a prendersi la vittoria nello slalom gigante di Coppa del Mondo, sull’Olimpia delle Tofane di Cortina d’Ampezzo, Karen si è vista escludere senza particolari motivi dalle olimpiadi di Vancouver 2010, ma alla fine ci è andata lo stesso (sorride nuovamente beffarda), come telecronista di Sky. Un’esperienza incredibile, aggiunge.

È divertente vestirsi da commentatrice oggi, visto che ieri eri tu quella ad essere intervistata dopo ore di gara sotto freddissime nevicate? Le chiediamo.
“È incredibile rendersi conto di ciò che c’è dietro ad una semplice gara e capisco quanto sia difficile. Forse sarebbe stato meglio se qualcuno ci avvertisse a noi sportivi che di fronte alle telecamere ripetiamo spesso le solite battute (la pista è complicata, ho delle buone sensazioni, il vento oggi era un po’ pazzo, ecc..)”.

Da qui ha proseguito la carriera giornalistica come commentatrice e non solo, ottenendo il titolo di pubblicista e laureandosi poco dopo in giurisprudenza a Trento, con la tesi “La responsabilità penale nel distacco di valanga”. Sempre in facoltà ha avuto modo di collaborare con il progetto UniSport, che si occupa di unire le esigenze accademiche a quelle degli sportivi.

Finita qui? Eh no. Nel frattempo si è presa pure la patente nautica e di tanto in tanto gareggia pure!

“Mi tengo occupata e cerco di fare ciò che mi riesce meglio, poi deciderò cosa fare da grande ma per ora mi diverto”.

Un grazie, Karen, dal team di BzUp