Alto Adige: I Fuochi del Sacro Cuore, storia e tradizione

Alto Adige: I Fuochi del Sacro Cuore, storia e tradizione

Ogni anno il buon popolo tirolese alza gli occhi e si ritrova, in una sera d’estate, uno/due/tre e sempre più fuochi dispersi qua e la lungo le criniere di colline e montagne. E che sarà mai? si chiedono i turisti ma anche alcuni di noi.. Beh dovete sapere che la storia di questi fuochi, che con l’imbrunire ottengono sempre più la forma di un cuore o di una croce, parte da molto, molto lontano.

Era il 1796, la campagna politico/militare di Napoleone era in pieno svolgimento, e da poco aveva messo gli occhi sull’Italia. Dopo il 3-0 rifilato ai Savoia (già all’epoca poco propensi a vincere con squadre estere) i francesi puntarono Lombardia e Veneto, che vennero facilmente sconfitte (in formazione c’erano il Papa, l’Austria, e decine di cittadelle italiane, ma i francesi come loro solito non badavano a spese e vinsero a mani basse). Con l’Armistizio di Cherasco Napoleone ebbe via libera in tutto il nord est, ad eccezione di Trento e del Tirolo.. entrambi domini asburgici.

Il ritorno della landsturm tirolese nella guerra del 1809, olio su tela di Franz Defregger, 1876
Alte Nationalgalerie, Berlino.

Fu a quel punto che i nostri si svegliarono. Convocata d’urgenza la Dieta tirolese (Landstände) il 30 di maggio a palazzo Toggenburg si decise di buttare giù un piano di guerra. L’idea fu folle ma decisiva: si decise di seguire la strategia dell’abate Sebastian Stöckl, pregare e chiedere aiuto a Dio, ed in particolare affidare il Tirolo al Sacro Cuore di Gesù. Geniale.

Consapevoli di avere una formazione scarsetta, i tirolesi puntarono sul pubblico di casa, proponendo di preparare delle scenografie che neanche il Besiktas poteva inventarsi. Il popolo adottò immediatamente l’idea, preoccupato che gli ideali rivoluzionari potessero corrompere la fede della Heimat. A questo punto vennero consacrati i rappresentanti dei 4 principali ordini sociali presso la Dieta (clero, nobili, cittadini, contadini) divenendo intermediari diretti tra Dio e il popolo. Potere al popolo! ah no, quella è un’altra storia.

Per fortuna sul momento non servì, perchè Napoleone andò a giocarsi la coppa d’Africa in Egitto (prendendole tra l’altro).

Consiglio di guerra di Andreas Hofer, olio su tela di Franz Defregger, 1897.

Passò molto tempo, il 1809 fu il momento della verità: Napoleone incasinato tra matrimoni falliti e campagne europee, stava puntando alla Russia, il Tirolo controllato dalla Baviera (alleata alla Francia) era ormai un punto d’appoggio delle truppe francesi che proprio in quel periodo stavano avanzando verso nord. Il popolo era molto arrabbiato, le idee illuministiche proprio non andavano giù, quell’ateismo cavalcante, l’aumento delle tasse, la revisione dei poteri forti.. era inaccettabile.

Così si preparò la trappola: l’Austria (in stile U.S.A.) armò i rivoltosi tirolesi, pronti a tutto per liberarsi dagli invasori. In poco tempo Andreas Hofer (un’oste a comando degli insorti) riuscì a raccogliere oltre 7mila uomini (soldati ma soprattutto contadini e Schützen) e come William Wallace preparò delle guerriglie contro l’esercito invasore (per la verità formato da poco più di 3mila uomini). Tra l’8 ed il 9 aprile compatrioti tirolesi presero a calci nel didietro quei parrucconi di illuministi cacciandoli dal Tirolo. La pacchia durò, per la verità, poco tempo ma fu grandiosa: nel corso della Battaglia del Bergisel (Innsbruck), Hofer e Friends si ricordarono del buon abate Stöckl e decisero di rinnovare la solenne promessa in favore del Sacro Cuore di Gesù. Questo portò alla vittoria! decisero quindi di continuare la tradizione, definendo i festeggiamenti perpetui ogni anno alla domenica successiva al Corpus Domini, che ancora oggi ricordiamo.

La ribellione, olio su tela di Franz Defregger, 1900.

 

Si è vero che poi questa festa è stata usata contro “altri invasori”, ma va ricordata come una rivolta popolare che suscitò nelle genti quel sentimento romantico/nazionalista che definì la nascita delle nazioni.

Oggi i fuochi vengono accesi la prima domenica dopo il Corpus Domini, hanno forma di croce, di cuore o di scritta (INRI o IHS, le iniziali di Gesù ). Spesso i festeggiamenti cominciano già nella giornata precedente, attraverso lo scoppio di petardi e festicciole improvvisate. Questi sono gestiti e domati dalle associazioni giovanili, dai vigili del fuoco volontari e dai gruppi cristiani locali.

Dunque alzate gli occhi al cielo, perchè lo spettacolo, come ogni anno, sarà grandioso. Grazie Seb Stöckl!


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